Inchino alla vita
Inchino alla vita
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Francesca Iona nasce a Rocca di Neto il 7 dicembre 1953, ma, come molti calabresi, conosce e vive in prima persona, in due diversi momenti della sua vita, l’emigrazione: prima durante la sua adolescenza, allorquando la famiglia di origine si trasferisce a Milano per motivi di lavoro, ed in una seconda fase, già madre di tre figli, come percorso quasi obbligatorio per poter ottenere la cattedra come insegnante di scuola primaria, a Modena. Dal 2020 al 2024, in Collane con raccolta di autori vari (Aletti editore) e Voci versate (Pagine Editore), pubblica le prime poesie. Ed ora questo libro che, come lo stesso titolo scelto dall’autrice evoca, possiamo considerare uno sguardo dentro e fuori dalla vita stessa: uno sguardo emozionale, di pancia, ma equilibrato, nel quale emerge una forza ancestrale, che non si impone alzando la voce o arricchendosi di virtuosismi elaborati, bensì arrendendosi umilmente alla forza creatice che spesso si accompagna a quella del silenzio della notte, atmosfera intima nella quale l’autrice spesso si ritrova a scrivere. Ne emerge la visione del bisogno urgente dell’uomo di riconciliarsi al creato, anelando ad un unisono che riporti equilibrio universale rendendo capace l’uomo di inchinarsi sacralmente alla vita e ringraziare.
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